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September 18 RadiofrecciaSe solo fosse un attimo di silenzio, da qualche parte, lì in fondo. Mi sbatto e leggo scrivo e disegno cancello e attraverso mondi, ed è sempre fuori di qua che bisogna andare. Dovunque sia qua. Ma va bene così. Io sono moltitudini. Se non ci fosse la imprecisione di questa impermanenza che viene a sfiancare la carne e a chiedere altro, se non ci fosse tutto questo vario, tutta questa profusione di forme e colori immagini, tutta questa solitudine melanconica da dylan dog (solo chi lo sa sentire dylan dog, può capire cosa c'è di dolce in quella solitudine), se non ci fosse tutto questo probabilmente adesso starei internato a cardiologia, a studiare da dottore, a fare finta di divertirmi coi vomeresi alle loro meravigliose feste vomeresi dove si ubriacano da vomeresi, e c'avrei una ragazza che studia medicina con me sempre vomerese figlia di vomeresi, e ci sposeremo tra due anni e tutti vissero felici e contenti (e vomeresi perchè poi ufficialmente diventavo vomerese pure io). Ed era così che stava andando. Se non fosse che c'è tutt'altro. Che dentro di me ci sono echi e risonanze, e musica e quell'ebbrezza di viaggio permanente che lascia l'odore addosso. Se non fosse che quando senti la musica che viene a dare ritmo ai tuoi battiti cardiaci poi non c'è niente da fare, è lei che ti porta. Hai forza a chiedermi perchè, chi te l'ha fatto fare, o anche solo dove stai andando adesso. Io non lo so, non lo saprò mai. Il corpo sa tutto. Ti cambiano gli occhi quando cominci a sapere che non c'è speranza senza corpo, senza espansione e comunicazione dei corpi. Una birra, chiasso risate canzoni, camminare tra la gente e innamorarti di ogni faccia e vedergli dentro gli occhi, e poi fare l'amore conquistare donne sedurre, e andare e venire fare e disfare. Ed è lì, in questa confusione immorale, nelle pieghe di questa danza che non termina di terminarsi mai, che si dispiega il possibile. E' lì che la strada si manifesta da sola, e non ti resta che di seguire le tracce di luce che ti vengono date per spontanea apparizione di infinito. E' questa sensazione di potenza, questo flusso di molecole che si scambiano e si baciano, che muove il desiderio verso l'amore. Senza di lei, l'amore diviene esercizio intellettuale, e il desiderio si rannicchia nella solitudine della carne. E tutti, proprio tutti, abbiamo conosciuto entrambe. Ma bisogna saperci stare. Bisogna fare venire la morte a spazzare via, quando la morte deve venire. Un'altra cosa che ti cambia gli occhi è quando sai che chi ha paura di morire si perde la vita. E morire qui non è l'ultimo respiro. E' proprio precisamente tutt'altro. La politica, per dire, che non si fa sangue e polmoni, che non passa per la danza, il piacere e il movimento, la politica dove non si fa l'amore, quando non è il cinico disilluso conteggio di tessere e di posizioni è morta, settaria. Resistere qui è appunto agire di conseguenza, sottrarsi, scartare di lato, lasciare risuonare i desideri. Non è importante che ci si rappresenti più ribelli o più incazzati degli altri, non conta niente se alla grandissima parte stare nel pd suoni da ipocrita. E così via, mille altre variazioni sul tema. Un'ultima cosa. Erano del sud i soldati morti a Kabul. Del nostro sud lacrime e miseria. Perchè il sud è in guerra. Sempre. Comments (4)
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